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Storia dell'orologeria

Capitolo III

Durante il conflitto mondiale, Remigio aveva cominciato a studiare un meccanismo nuovo per gli orologi timbratori, realizzando uno strumento che si sarebbe rivelato estremamente innovativo e di grande successo; nel contempo, la produzione della fabbrica subì una forte riduzione a causa delle vicende belliche, anche se gli aneddoti riportano che tutto il metallo di bombe e cannoni rinvenuto veniva fuso per costruire telai ed ingranaggi.

Con la ricostruzione post-bellica, la Solari sfruttò la fiducia di cui godeva, riuscendo ad aggiudicarsi l'80% degli appalti delle Ferrovie dello Stato e tornando quindi in piena attività.

Nel 1964, dopo due "Compassi d'Oro", di cui uno vinto per l'orologio a scatto di cifra con cambio diretto, ed una storia di crescente successo alle spalle, la Solari di Udine venne venduta alla Pirelli dopo sofferta decisione di Fermo Solari il quale riteneva che solo una grande potenza industriale come quella torinese avrebbe potuto apportare nuove energie per attuare un necessario rinnovamento.

Attualmente, lo stabilimento di Pesariis fa parte dello stesso gruppo di quello di Udine; a capo dell'azienda non vi è più alcun Solari.

La produzione continua, però non vi sono più prodotti esclusivamente "pesarini". Non più a Pesariis, ma sempre in vallata, un altro ramo dei Solari - di nuovo due fratelli, Pino e Vero - continua ad occuparsi, accanto ad altri tipi di congegni, del restauro di orologi da torre antichi ed alla fabbricazione di nuovi, anche se ormai non sono più mossi da pesi ricavati dalle pietre del torrente bensì da microprocessori.

Solari S.p.A (collegamento esterno) e Solari Pino & Vero (collegamento esterno).

Il paese, però, da circa una quindicina d'anni va riscoprendo la propria memoria storica e, grazie a coraggiose iniziative di privati e degli enti pubblici locali ha dato vita ad alcune iniziative volte alla recupero ed alla rivalutazione culturale e turistica della tradizione di un tempo.

Nel 1996, infatti, ad opera del Comune di Prato Carnico, dopo lunga opera di ricerca storica e di recupero di orologi, strumentazioni, documenti, è stata allestita una piccola ma peculiare Mostra dell'Orologeria (collegamento esterno), che, dai più antichi modelli a parete di produzione domestica locale, giunge ai recenti modelli a led lungo un percorso che mostra tutta l'evoluzione delle tecniche costruttive delle macchine del tempo, con particolare riferimento agli orologi da torre.

All'inizio del Duemila, l'Amministrazione Frazionale ha presentato un progetto - ora in corso di realizzazione con delega al Comune - per trasformare Pesariis in "Paese degli Orologi"  (collegamento interno), realizzando - dopo il ripristino e la valorizzazione dell'impianto architettonico del paese - ventitre orologi monumentali pubblici da collegare in un percorso tematico a richiamo culturale e turistico che ripercorra l'intera storia della misurazione del tempo, dalla meridiana ai giorni nostri.

 
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